Giorni vive e lavora ad Anghiari
dove, nel suo laboratorio-studio "L'acqua viola",
modella e fonde sculture. Già insegnante di
Discipline Plastiche al Liceo d'Arte di Sansepolcro,
espone per la prima volta in una personale nel 1973.
Da allora svolge un'intensa attività di pittore
e scultore.
Molte sue opere si trovano in spazi pubblici, dalla
Implorazione, in terracotta ingobbiata nella lunetta
della basilica di S. Domenico a Siena, al Prigione
in bronzo nel parco della memoria di Sansepolcro,
alla Suonatrice per il museo della Contrada del Liocorno
a Siena, alla Minerva per Piazza Risorgimento e per
la sede centrale di Bancaetruria ad Arezzo, alla porta
in bronzo della sala espositiva della Soprintendenza
statale della stessa città, a Quali Colombe
per il Giardino della memoria ad Anghiari. Giorni
ha inoltre eseguito multipli d'autore per varie Comunità
montane e aziende come la Atkinson di Milano e realizzato
disegni e acquerelli per libri illustrati. Dal 2010
Calliope e l'alloro è il trofeo ufficiale del
premio letterario "P.E.N. club Italiano".
La sua produzione artistica è apparsa su varie
pubblicazioni e riviste specializzate.
"L'emozione estetica"
nell' arte di Giorni
Le sculture di Giorni ci confermano
che nulla può venir fuori dall'artista che
non sia nell'uomo. Il temperamento diventa forma ed
esprime l'attenzione alle piccole cose, la sensualità,
il rigore delle scelte, la dolcezza del sentire dello
scultore. La sua produzione è la traduzione
in immagini del suo apprezzare la natura, rispettare
gli animali, amare la musica, comprendere l'altro
da sé. Evidenti ci appaiono la riservata consapevolezza
nell'esprimere un dolore o una gioia e l'entusiasmo
nel plasmare un corpo, definire un atteggiamento,
costruire un paesaggio. L'intelligenza si materializza
in emozioni espresse con voce sommessa ed è
l'universalità del messaggio artistico che
contiene l'originalità della forma.
Giorni ci stupisce con le sue linee continue e interrotte,
sinuose e spigolose, morbide e dure, con il richiamo
all'antico che però ci conduce ad un moderno
e originale linguaggio plastico con nuovi codici di
lettura.
La sua terra, la Valtiberina toscana, la sua cultura,
il vissuto, si leggono chiaramente in ogni opera.
Il desiderio di ordine diviene in arte rigore, la
fantasia, volontà d'azione. Il risultato è
dato da un'enorme energia racchiusa "in potenza"
nelle sue sculture e mostrata nell'equilibrio e nel
ritmo, nei movimenti appena accennati e per questo
così profondamente espressivi.
Giorni lavora nel suo laboratorio-studio, dal nome
"L'acqua viola", tra campi, costruzioni
rurali ed una veduta senza tempo del paese di Anghiari.
Qui modella e fonde personalmente le sue sculture
attorniato da allievi, amici ed artisti. Arte dunque
inseparabile dalla vita quotidiana, dai luoghi, dallo
spazio e dal tempo. Arte come esperienza, immagine
di quella bellezza che siamo giunti a comprendere.